Storie di ordinaria incompatibilità tra OpenOffice e il resto del mondo

6 06 2008

Sto lavorando ad un progetto che prevedere di realizzare un’indagine di customer sadisfaction sulla raccolta differenziata nei comuni della mia zona. E tanto per restare in tema dovevo consegnare un prospetto informativo sul progetto stesso martedì mattina. Non avendo carta e inchiostro a casa mia mi sono appoggiato a mia zia che abita non lontano da me. Ovviamente (ma neanche tanto di questi tempi) mia zia ha “XP” e quindi “Office”. Il mio bel prospetto sapientemente formattato con OpenOffice mal si rappresenta sul monitor di mia zia con la struttura tutta a cavolo e senza che io possa modificare nulla. Per ragioni di tempo ho dovuto ripiegare e stampare alla meglio, cercando di rassicurare la gentilissima segretaria sulle salute del mio pc e mormorando di incompatibilità software quasi fosse un reato avere un sistema non a finestre chiuse. Io sono stato anni con sistemi chiusi e ho per anni usato solo quelli, piano piano mi rendo conto di cosa voglia dire creare dei rapporti di (in)compatibilita tra i software. Mi rendo realmente conto del pericolo che corrono coloro che decidono di “aprirsi” e dare
le specifiche dei propri prodotti… Rischiano di non vendere più un….. [detto con una licenza poetica].
Un consiglio a novelli come me che si troveranno nella mia situazione: ostentate sicurezza e soddisfazione mista a superiorità, come un anglo-americano in Italia quando non capiscono la sua lingua. Fate conto che sono loro a non essere compatibili con voi (che siete il nuovo e rampante paradigma del software operativo) e non il contrario. I sistemi chiusi sono sistemi vecchi che adoperano logiche vecchie e come tali passibili di fine imminente. Guardate i nuovi business che si creano in Rete sotto il verbo del web 2.0, c’è roba chiusa a pagamento?. Immaginate google con licenza a pagamento?? Myspace con aggiornamenti di verifica dell’originalità. Pensate ad un FGA (Facebook Genuine Advance)….

Questo e (in)quanto.



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